Joumana Haddad… e la sua poesia

di Laura Sgaravatto

468pxJoumana_Haddad_on_august_2007

 

 

 

 

L’ autrice, Libanese, responsabile delle pagine culturali del quotidiano del suo paese An Nahar,è stata amministratrice dell’ IPAF, la sezione araba del prestigioso Booker Prize.

Poetessa e narratrice, tradotta in molte lingue, vincitrice nel 2006 dell’ Arab Press Prize, traduttrice delicata, rara, raffinata e poliglotta (armeno, spagnolo, francese, italiano…),Joumana Haddad (Beirut 1970) è conosciuta dal pubblico italiano soprattutto per la sua partecipazione a numerosi festival e per essere stata l’autrice di una serie di corrispondenze per il Corriere della Sera, durante l’ultima guerra tra Israele e Libano, nel 2006, tra queste va ricordata una lettera particolarmente tagliente, che nella sua insofferenza ci costringe alla riflessione, rivolta ad Amos Oz.

Dai suoi scritti emergono una profonda capacità di analisi, una grande sensibilità e sensualità.Donna che rifiuta luoghi comuni e stereotipi; la libertà di pensiero che caratterizza il suo stile l’hanno portata ad essere spesso un personaggio scomodo. Ha iniziato a scrivere a 12 anni, il suo primo libro esce nel 1995, la prima traduzione in lingua straniera è del 2003.

Dice della poesia: “…….Ognuno di noi è una folla, non una sola persona, e queste persone diverse a volte litigano fra loro, io le ascolto, e ascoltare queste voci e poter scrivere quello che dicono per me è la poesia.”

NELLA FOLLIA

Quando verrà il momento

Nella follia

Catturerò il firmamento e lambirò le nubi

Prenderò in prestito la bufera

Lasciandomi alle spalle le lacrime zampillanti

E me ne andrò.

Non inseguirò l’equilibrio

Non soffocherò le grida

Danzerò sull’acqua

Dirigendomi verso l’altra sponda

Libera o schiava , Non importa!

Guaderò il fiume.

Quando verrà il momento

Farfalla notturna

Deporrò la dolcezza che ormai mi ha annoiata

Deporrò l’abito imbizzarrito invano

E darò fuoco al passato

Per ritornare liscia come la terra vista da lontano

E girare da sola intorno alla luna.

Riderò…. e le mie risate non saranno tristi

Non volerò, camminerò

Accarezzerò la strada

Converserò tutta la notte con il selciato

Farò sgorgare la poesia dalle pietruzze

Il cielo piangerà e non mi preoccuperò

Il vento consumerà il mio cuore ustionato dall’amore

Quando verrà il momento

alba senza rugiada

mi mostrerò con il viso rabbuiato

e seppellirò i miei visi sereni

diffonderò le ombre sul mio essere

le farò gocciolare come il dolce miele

punto dopo punto

bacio dopo bacio

affinché riemerga sulla superficie del fiume

quella donna che ho serbato in me.

Joumana Haddad

 

 

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