IL FUTURO ORGANIZZATIVO DEI PARTITI? I CIRCOLI ONLINE.

di Giuseppe Ardizzone

La comunicazione nei tempi della RETE ha assunto dei connotati originali e ,soprattutto, delle possibilità innovative e di contatto che prima erano impraticabili.

Ognuno di noi ha la possibilità di trasmettere con facilità suoni , immagini, scritti e riflessioni proprie e di altri che lo hanno interessato e che vuole condividere con amici e conoscenti   in tutte le parti del mondo.

La politica fa parte delle relazioni umane e pertanto deve utilizzare ampiamente questi strumenti .La necessità  di uscire dai luoghi  WEB di scontato consenso, per diventare  sostanzialmente intermediari nei confronti di chi non la pensa come noi,  comporta, tuttavia, la necessità di un rapporto fra realtà virtuale e quella fisica.

 E’ proprio nel rapporto con il territorio , con il lavoro,  con tutto ciò che viviamo direttamente che riusciamo meglio a capire cosa desideriamo e possiamo, a quel punto, fare in modo che il  rapporto di partecipazione al processo di comunicazione politica  avvenga  sia orizzontalmente , sia dal basso verso l’alto, sia con un ritorno  verso il basso. 

Perché si verifichi questo incontro e queste condizioni, dobbiamo banalmente far ritorno a quella che è la base della politica: cioè, la volontà delle persone di agire per la risoluzione dei problemi comuni vissuti nella propria realtà sociale.

Se non si parte da questo, rimanendo su di un livello di eccessiva astrazione, si rischia di restare nell’area del commento culturale , dell’osservazione  giornalistica, ma non della politica attiva.

E’ importante che questo processo cammini sulle gambe di un rapporto con una realtà politico sociale concreta e con le organizzazioni ed associazioni di uomini che cercano di agire per cambiarla.

Per fare un esempio concreto , possiamo pensare a quelli  che  possono essere i processi legati ad un settore lavorativo. 

Prendiamo ad esempio i lavoratori del settore credito. Ognuno di loro ha un’esperienza giornaliera comune dei problemi della propria vita lavorativa e sente con chiarezza anche tutti i problemi del settore , le aspettative della clientela,i problemi legati alla crisi finanziaria, le azioni intraprese dal governo , le regole e le leggi che regolano il settore.

 Molti di loro fanno parte o comunque danno la loro adesione ai sindacati di categoria che li rappresentano e che mediano anche con le altre parti sociali e con le istituzioni . All’interno di questo insieme  di persone che vivono e s’interessano di questi problemi si formano opinioni , correnti di pensiero , discussioni e anche assunzioni di responsabilità da parte di alcuni che decidono d’impegnarsi maggiormente ,  aderendo alle varie forme associative  esistenti, per portare avanti la risoluzione dei problemi comuni.

In qualche modo, queste persone, pur avendo idee diverse, comunicano fra di loro e dibattono anche con tutti gli altri ,rappresentando dei punti di riferimento. Quasi tutti poi cercano d’inquadrare i problemi del setttore in quelli sociali più complessi della loro vita e all’interno di una visione generale della società, che è in fondo la politica.

E’ necessario, pertanto, che chi decide di assumere maggiori responsabilità ed ha le stesse idee politiche possa anche avere dei momenti organizzativi comuni dove scambiare le proprie opinioni ed organizzare proposte politiche . 

E’ inevitabile che in questa fase l’aspetto della comunicazione sia molto più vicino alle eco chambers, mentre l’azione di queste persone nei confronti degli altri sarà molto simile a quella esercitata dagli intermediari “influencers”

E’ normale, anche, che queste persone ,facenti parte di una stessa organizzazione politica, mandino verso l’alto dei contenuti sui problemi che vivono quotidianamente e  ricevano in contropartita delle indicazioni dai loro vertici, sviluppando quella comunicazione bidirezionale. tanto auspicata.

 In sostanza, per concludere, quello che voglio dire è che anche nei tempi della RETE la qualità dei processi nasce dall’incontro con l’impegno nel territorio e nel settore lavorativo, all’interno del quale la funzione politica coincide di fatto con quella d’intermediario e influencers ,ma anche con l’assunzione di responsabilità.

E’ all’interno di questo processo che può realizzarsi anche la formazione della classe dirigente ed una reale partecipazione democratica. E’ importante   che tutto questo possa usufruire degli strumenti di partecipazione moderni connessi all’utilizzo della RETE. In tal modo, possono essere superati i limiti temporali e territoriali che spesso impediscono  o rendono problematica la partecipazione a molte persone.

I Circoli  online possono costituire  la prima immediata risposta che i partiti politici possono dare alle persone senza per questo negare la posibilità di accoppiare a questa forma organizzativa   incontri sul territorio, eventi  ecc ecc. e tutte  le altre  tradizionali attività politiche. La forma organizzativa online  può permettere, inoltre, complessivamente una forte riduzione dei costi logistici ed organizzativi ed assicurare un’importante trasparenza delle attività svolte, dlle decisioni prese, della formazione della classe dirigente  e della scelta dei candidati alle elezioni locali e politiche. 

Sarebbe importante riflettere e arrivare ad una sintesi, almeno a livello provinciale,  facendo confluire gli esistenti circoli  territoriali in una realtà online.

Per quanto riguarda i circoli su base tematica o lavorativa o generalisti potrebbe esserci invece un’aggregazione libera meno vincolata al territorio e confluente in un coordinamento nazionale di settore.

E’ importante comunque che tutti gli iscritti alle nuove realtà di sintesi possano partecipare alla votazione diretta dei propri rappresentanti sia all’interno del partito che nelle Istituzioni.

Solo così potrà essere compiuta e resa vincente la modernizzazione dell’organizzazione democratica dei partiti.