MOZIONE – INCANDIDABILITÀ NEL PARTITO DEMOCRATICO DI ESPONENTI DEL COSIDDETTO ISLAM POLITICO

Il circolo online del PD “Attilio Tonelli – Libertà è Partecipazione”

Premesso che

− il Partito democratico metropolitano di Milano ha denunciato per diffamazione il consigliere comunale e capogruppo di Milano Popolare a Palazzo Marino, Matteo Forte e Maryan Ismail, già membro della segreteria metropolitana del Partito Democratico;

− la denuncia fa seguito, in particolare, alla conferenza stampa tenuta da Forte e Ismail in gennaio di quest’anno, nel corso della quale è stato presentato un dossier dal titolo “Pd e islamismo politico: un rapporto non occasionale”;

− il dossier dava conto del rapporto privilegiato intrattenuto dal PD milanese con taluni soggetti e realtà associative afferenti all’area dell’islam politico e radicale (e segnatamente ai Fratelli Musulmani);

− nel corso della conferenza stampa, più volte ed in maniera esplicita, è stato ribadito che i rilievi rivolti al PD hanno natura esclusivamente politica e che nessuno dei comportamenti riferiti integra gli estremi di un reato di qualsivoglia natura;

Considerato che

− al centro della controversia appare essere in modo particolare il ruolo di soggetti e associazioni che rappresentano un’emanazione diretta o indiretta del network sovranazionale dei “Fratelli Musulmani” ed a soggetti riconducibili all’islam salafita-wahabita, i quali beneficiano di sostegni politici e finanziari da parte delle monarchie del Golfo;

− l’instaurarsi di un asse preferenziale e   con talune di queste associazioni (come l’UCOII e il CAIM) ha ingenerato non poche tensioni all’interno della comunità musulmana milanese, tensioni e conflitti resi più evidenti in occasione del cd. “bando moschee”, a detrimento della componente più laica e democratica di quella comunità;

− la scelta dell’UCOII quale interlocutore, qualora avvenisse,  sarebbe tanto più sorprendente alla luce della mancata sottoscrizione, da parte di quest’ultima, della “Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione” promossa dal ministro dell’Interno Giuliano Amato e recepita con apposito decreto ai tempi del secondo Governo Prodi;

 − la “Carta dei valori” puntava al riconoscimento dell’Islam italiano ed al supporto (normativo e anche finanziario) all’emersione delle moschee in cambio di una esplicita adesione a elementi costitutivi della nostra cultura e del nostro patrimonio identitario come libertà, tolleranza, uguaglianza uomo-donna;

Ritenuto che

− un partito ispirato ai valori della democrazia, della laicità dello Stato, della tolleranza e del dialogo tra le diverse identità culturali e religiose ha il dovere di interloquire e offrire sostegno a quanti, in seno alla comunità musulmana, si riconoscono nei medesimi valori e hanno nella citata Carta dei valori, così come nella Costituzione della Repubblica Italiana, un riferimento unificante;

− occorre tenere in debita considerazione le voci che da quella stessa comunità provengono, riguardo il ruolo di “persone e organizzazioni che vantano una rappresentatività che nessuno può controllare, e prospettano una concezione dell’Islam contraria ai diritti umani, alla libertà religiosa, all’eguaglianza tra uomo e donna” come la preoccupazione circa il fatto che “l’organizzazione di molte moschee e la formazione degli imam si svolgono fuori di regole certe e formalizzate rischiando, così, di offrire una immagine distorta della religione islamica, e di creare allarme e preoccupazione nell’opinione pubblica” ;

− in ogni caso il carattere politico e circostanziato dei rilievi rivolti alla dirigenza del PD milanese meritasse un chiarimento da parte della dirigenza locale;

Esprime

− solidarietà nei confronti degli esponenti dell’Islam  laico e moderato, dei quali si condividono le preoccupazioni in merito alla diffusione nel tessuto civile milanese di frange radicali collegate all’islam politico;

− preoccupazione per un segnale di arretramento sul tema dei valori fondamentali di convivenza quali strada maestra di una integrazione reale delle comunità immigrate; Invita − la Federazione Metropolitana Milanese del Partito Democratico a pronunciarsi al più presto nel merito sui fatti  denunciati da Maryan Ismail

Invita

− il Partito Democratico ad escludere, per il futuro, dalle candidature e da ruoli organizzativi in seno al partito quanti aderiscano o abbiano aderito in passato, ad associazioni ispirate al cd. “islam politico”;

Chiede

− agli organismi incaricati di esaminare le candidature per le prossime elezioni politiche e di vigilare affinché vengano esclusi dalle liste del Partito Democratico soggetti che aderiscano o abbiamo aderito in passato, ad associazioni ispirate al cd. “islam politico”.

============================================================