PROPOSTE PER UNA GESTIONE DEI RIFIUTI

Documento approvato dal Circolo PD online LèP

Il Circolo “Libertà è Partecipazione” vuole ricordare e condividere con altri militanti del Partito Democratico alcuni punti essenziali che dovrebbero guidare il miglioramento della gestione dei rifiuti, la dove questo è necessario.

1) Riduzione della quantità di rifiuti prodotti. Ciò richiede norme sulla produzione di molti beni che favoriscano il loro riciclo. Molto è già stato fatto in questo campo e altre azioni sono in corso, ma questo è un campo che sfugge al controllo delle autorità locali che organizzano la gestione dei rifiuti.

2) Aumentare la raccolta differenziata per permettere il riciclo e il recupero più ampio possibile. Molti paesi europei e molte regioni italiane sono già abbastanza avanzati in questa direzione. L’esperienza mostra però che la raccolta differenziata ha successo quando si facilitano i compiti alle famiglie. Nei paesi dove la raccolta differenziata e il riciclo e il recupero dei rifiuti funzionano meglio, buona parte della differenziazione viene effettuata in centri specializzati, dopo la raccolta dei rifiuti o si mettono a disposizione centri di raccolta differenziata in ogni condominio, gestiti dal comune. Alcuni accorgimenti come raccolte differenziate straordinarie in periodi specifici come a Natale, aumenterebbero la capacità di intercettare i molti imballi distrutti in quei periodi. Occorre anche una azione “educativa” estremamente capillare e ripetuta, e norme di riconoscimento dei rifiuti riciclabili molto “user-friendly”. Una grossa fetta dell’incapacità di realizzare un piano efficiente di riciclo è dovuta alla carenza di informazioni, e alla scarsa attitudine del cittadino a considerare i rifiuti come un problema comune, da risolvere. Occorre invertire questa tendenza.

3) Termovalorizzatori. Nonostante tutti gli sforzi messi in opera per riciclare e recuperare la quantità maggiore possibile dei rifiuti, rimarrà comunque una parte di rifiuti da eliminare. Questo richiede che venga bruciata la parte che può alimentare dei termovalorizzatori. Questi esistono in tutto il mondo – circa 450 in Europa – e non presentano rischi particolari per le popolazioni. Con i termovalorizzatori, una parte dell’energia utilizzata per la combustione può essere recuperata e rientrare nel ciclo industriale. Questi impianti possono essere realizzati con tecniche diverse (si stanno valutando su scala industriale anche metodi alternativi alla fiamma, come la gassificazione e pirolisi) ed è importante scegliere quelle che presentano il migliore rapporto costi/benefici. Le informazioni di cui si dispone sull’inquinamento prodotto da questi impianti indicano valori molto bassi, di solito inferiori a quello prodotto dal traffico autostradale. Molti sono vicini alle grandi città. È comunque auspicabile che esista un obbligo da parte delle ARPA di mettere in rete in tempo reale i valori di emissioni rilevati dalle centraline nonché obbligo di certificazione valida per le stesse. Sono necessarie azioni giudiziarie nel caso di superamento dei valori di emissione massimi.

4) Discariche. Solo quello che non può essere bruciato ed il residuo dell’incenerimento devono finire nelle discariche. In alcuni paesi europei, la parte del totale dei rifiuti che finisce nelle discariche è attorno all’1% in peso. La disponibilità di discariche è il punto più debole della gestione dei rifiuti nelle parti d’Italia dove questa funziona male. Alcuni paesi a bassa densità di popolazione potrebbero scegliere di utilizzare maggiormente le discariche, ma questa non è una possibilità realistica per un paese densamente popolato come l’Italia.

5) Legislazione ambientale deve essere una competenza nazionale e non più regionale. Per questa parte delle loro competenze le ARPA dovrebbero essere alle dipendenze del ministero e non più delle regioni.